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Ibridità e norma - Norm und Hybridität (a Magonza)

Data:

01/03/2018


Ibridità e norma - Norm und Hybridität (a Magonza)

Con il patrocinio dell`Ambasciata d`Italia in Berlino.

Der Deutsche Italianistentag in Mainz steht unter dem Thema "Ibridità e norma - Norm und Hybridität".

Partendo dalla definizione coseriana di lingua come “attività esercitata individualmente nell’osservanza di norme date storicamente” è possibile distinguere, a livello storico, norme linguistiche e norme discorsive: le prime riguardano aspetti relativi ai diversi livelli di strutturazione delle lingue storico-naturali, le ultime l’ambito delle tradizioni discorsive, dei differenti tipi di testo, dei generi, degli stili ecc. Entrambi gli ambiti sono sottomessi al cambiamento storico – le lingue storico-naturali, ossia, mutano come pure le tradizioni discorsive. Con ciò è possibile interpretare la loro accomunante insita storicità come un continuo processo compensatorio tra l’universale linguistico dell’alterità e quello della creatività: la comunicazione necessita, da un lato, di una certa stabilità e sistematicità rispetto ai suoi mezzi; dall’altro lato, sono proprio i nuovi bisogni espressivi, le nuove situazioni comunicative a spingere verso innovazioni nell’uno o nell’altro ambito. La retorica antica, ad esempio, conosce categorie come quella dell’auctoritas o della consuetudo come punti di riferimento normativi e sviluppa nel corso del tempo una sistematica degli stili e dei generi estremamente elaborata – anche se da essa si distanzierà già Agostino con la sua famosa tesi: “melius est reprehendant nos grammatici, quam non intellegant populi” (In psalm. 138, 20).

Alle virtutes elocutionis della retorica antica – e tra esse in particolare alla puritas sermonis o latinitas – si contrappongono, dunque, i vitia elocutionis che ne rappresentano “il negativo, l’immagine che li accompagna come la propria ombra” (Konrad Ehlich) e ai quali – raccolti sotto l’iperonimo di impuritas – appartengono esempi quali il ‘barbarismo’, la ‘barbarolessia’ e il ‘solecismo’ che rimandano a diverse forme di contatto linguistico e vengono percepiti come forme di ‘contaminazione’ e ‘impurità’.

Soltanto in tempi relativamente recenti si è andata affermando l’opinione che nell’ambito delle lingue storico-naturali e delle tradizioni di scorsive la questione centrale non possa essere quella della purezza o dell’ibridità, quanto piuttosto debba essere quella delle conseguenze delle situazioni di contatto per comprendere adeguatamente e analiticamente la complessa interazione tra stabilità e innovazione e i più o meno persistenti processi di cambiamento che da tale interazione risultano; processi che eventualmente possono arrivare fino al punto da rendere la stessa ibridità espressione iconica di mutate costellazioni, pratiche e progetti culturali e sociali, e dunque – forse – norma.

Anche nella loro attuale lettura nettamente legata alle scienze della cultura, i concetti di ‘ibridità’ e ‘ibridizzazione’ trovano la propria origine nell’osservazione della comunicazione verbale: M. Bachtin definisce ‘ibridizzazione’ come “la mescolanza di due lingue sociali all’interno di un’unica enunciazione, l’affrontarsi nell’arena di tale enunciazione di due coscienze linguistiche distinte, separate dall’epoca o dalla differenziazione sociale” e segnala “che la lingua e le lingue cambiano soprattutto a causa dell’ibridizzazione e della mescolanza di ‘lingue’ diverse che esistono all’interno di un unico dialetto, di una lingua nazionale, di un ramo, di un gruppo di rami diversi e di diversi gruppi” (La parola nel romanzo). La parola si rivela essere luogo d’espressione privilegiato di tensioni, mutamenti e processi di conciliazione sociali politici e culturali che, dunque, si propongono come oggetti di ricerca sia da una prospettiva precipuamente linguistica e letteraria, sia da quella delle scienze della cultura e, analogamente, possono servire come punto di partenza per riflessioni nel campo della didattica delle lingue.

Distinguendo – con Juri M. Lotman – tra sistemi semiotici primari (lingue) e sistemi semiotici secondari (letterature, arti e culture), si può affermare che i processi di ibridizzazione contribuiscano al cambiamento storico in entrambi i campi e si mostrino come importanti motori di dinamiche fondamentali all’interno di ciascun sistema.

Al centro dell’attenzione del convegno si troverà, dunque, l’indagine delle dinamiche che provocano trasgressione dalla norma attraverso ibridità, che regolano la ripresa di risultati ibridi in un sistema di norme e che, nelle loro specifiche caratteristiche, verranno analizzate e discusse in ciascuna delle singole sezioni.

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Informazioni: >>>

Informazioni

Data: DA Gio 1 Mar 2018 a Sab 3 Mar 2018

Organizzato da : Deutscher Italianistenverband

In collaborazione con : Universität Mainz - Romanisches Seminar

Ingresso : Libero


Luogo:

Johannes-Gutenberg-Universität, Philosophikum, Jakob-Welder-Weg 18, Magonza

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